L’ampolla

Io fragile ampolla
contengo tutto
l’universo (tuo).
Il riverbero del mattino
riflette la tua assenza
nella stanza maculata dal tempo.
Il pendolo ceruleo
scandisce il moto diafano
di corpi che la turgida
notte immolò.
Morte di mille attimi
abbandonati al suolo una veste
e un dubbio ricurvo al primo tepore.
Mi lasciasti in briciole
acuminate schegge
d’una passione
strazio di carni.
Lame che sanno di vite
sepolte all’oblio purpureo.
Un vezzo, dicesti.
Tu chiami vezzo
divorarmi l’anima
e frantumare un cuore
che batte al rintocco del tuo?
Non basta un riflesso
a deporre il sole.

Foto Alessandra Solina

D’amore e rose

Tra uno starnuto e l’altro causato dalla mia allergia (al polline, alla polvere, alle graminacee, ecciù, eccettera), mi sono divertita a creare questo (o)maggio al mese delle rose.

Di seguitoo il link al video.

https://youtu.be/ZEz1p6WK80k

Variante avaria

Lo so che quella stringa slacciata
affonda nel passato.
Il vento non riesce
a sollevarla.
Da tempo nubi gravide
incombono sul tuo cielo.
Non puoi confessare
il tuo amore
che lo perderai.
E allora ti abbandoni
ai marosi della mente.
Ma il tuo esile inganno
ferisce
soltanto te.
Mentire
al proprio cuore
è il peggior delitto.

Art: John William Waterhouse, particolare di “Miranda, the tempest”, 1916