L’ampolla

Io fragile ampolla
contengo tutto
l’universo (tuo).
Il riverbero del mattino
riflette la tua assenza
nella stanza maculata dal tempo.
Il pendolo ceruleo
scandisce il moto diafano
di corpi che la turgida
notte immolò.
Morte di mille attimi
abbandonati al suolo una veste
e un dubbio ricurvo al primo tepore.
Mi lasciasti in briciole
acuminate schegge
d’una passione
strazio di carni.
Lame che sanno di vite
sepolte all’oblio purpureo.
Un vezzo, dicesti.
Tu chiami vezzo
divorarmi l’anima
e frantumare un cuore
che batte al rintocco del tuo?
Non basta un riflesso
a deporre il sole.

Foto Alessandra Solina

Partita persa

Quanti giorni ho perso?
Per le strade, al mare,
in una pozzanghera,
nel volo di un gabbiano.
Quanti giorni ho perso?
Tra torvi pensieri e
rimpianti madidi di nostalgia.
Tra l’intonaco che disegna
sepolcri d’ore ordinarie.
Troppi giorni ho perduto
seduta inerme
a braccia incrociate
nell’invano sforzo di possedere
un attimo.
L’agonia di non poter trattenere
tanti, troppi giorni
deceduti senza memoria.

Alessandra Solina

Foto Alessandra Solina

RUBRICA speciale libri: Biglietto sola andata di ALESSANDRA SOLINA

Appena andata in onda…Stupenda presentazione preparata dalla collega dott.sa Giusy Luvarà del libro di Alessandra Solina dal titolo: BIGLIETTO SOLO ANDATA esposta molto bene dal collega Luca Molinero.Storia toccante, emozionante e dal risvolto veritiero, del viaggio di chi vuole rifarsi una vita scappando dalla miseria, umiliazione e dolore.Buon ascolto amici e CONDIVIDETE ♥

RUBRICA speciale libri: Biglietto sola andata di ALESSANDRA SOLINA

Estratto Biglietto solo andata

Di seguito troverete un estratto del mio romanzo “Biglietto solo andata” edito da CTL Editore.

Se vi è piaciuto, in fondo al link, cliccate su “preferenze” e mettete “mi piace”.

Grazie e buona lettura!

https://www.writerofficina.com/racconto.asp?cod=1499

Mamolu

“Quella stella più grande abbarbicata al cielo manioca forse era un pianeta. In questa parte di mondo la volta celeste non dormiva mai, stava sempre accesa, irradiata da neon del colore degli agrumi. Le costellazioni non si distinguevano, ma sicuramente disegnavano l’oscurità lontana in modo diverso da casa sua. Anche il mare, nella sua danza, possedeva un suono più secco ed energico. Il ritmo era veloce come tutte le attività di questo continente. Lui sapeva di essere stato fortunato.”

Da “Biglietto solo andata”, Alessandra Solina, CTL Editore, 2020

Immagine dal web

P.S.: Per chi fosse interessato a breve saranno disponibili articoli sul mio nuovo sito http://alessandrasolina.it/ Vi aspetto!

Biglietto solo andata

 

copertina
Biglietto solo andata di Alessandra Solina

Il mio romanzo è debitore ai molti incontri avuti nel corso degli anni con gli immigrati e i rifugiati politici, grazie all’attività svolta come insegnante di lingua italiana e successivamente come operatrice Sprar (acronimo di Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Ho ascoltato racconti incredibili per i nostri giorni, storie affascinanti di Paesi lontani che hanno risvegliato in me il desiderio di far capire  sentimenti e sogni di questi uomini. Credo profondamente che il razzismo nasca dall’ignoranza, dalla non comprensione dell’altro, e che quindi soltanto attraverso la conoscenza sia possibile comprendere che nel profondo siamo tutti collegati da fili invisibili. Si dice che lo sbattere d’ali di una farfalla possa generare un uragano in un’altra parte del globo (The Butterfly Effect), allo stesso modo la sofferenza delle popolazioni del sud del mondo si riversa nelle nostre vite influenzandole, anche se non ce ne rendiamo pienamente conto.

Nel romanzo i destini di giovani italiani si intrecciano a quelli di giovani stranieri evidenziando quanto la vita sia complicata a tutte le latitudini, ma altrettanto preziosa e degna di essere vissuta intensamente. Le figure femminili rivestono un ruolo chiave, poiché ritengo che siano le meno ascoltate in tutte le società. In Italia, come in Africa, seppur con caratteristiche diverse, la donna resta in secondo piano: nella nostra nazione costretta a scimmiottare l’uomo per poter raggiungere ruoli di potere, in Africa obbligata a fuggire oppure a subire violenze.

Di seguito un breve estratto che riguarda una ragazza somala:

“Zahara. Nome che evoca terre aride e riarse come il deserto che nel nord taglia il continente africano. Zahara, estirpata dalle sue radici e costretta ad attraversare quel mare subdolo e dorato. Lacrime più calde della sabbia arroventata avevano solcato la sua pelle liscia. Lacrime sprecate al vento che faceva piroettare granelli nel vano tentativo di offuscare il sole. Gocce d’acqua che non avrebbero donato alcun sollievo alla terra, e non avrebbero prodotto neanche miseri germogli isolati. Lacrime che semplicemente si univano ai suoni misteriosi del vento, un canto disperato di berbere in lutto. Zahara, che come promesso dal nome datole alla nascita*, era di una bellezza disarmante. E la sua avvenenza sarebbe stata anche la sua rovina”.

Da “Biglietto Solo andata”, Alessandra Solina, Libeccio Edizioni, Gruppo CTL Editore, 2020

Immagine di copertina: “Sogno” dell’artista Xixi Wang

*nome di origine araba, utilizzato in varianti simili anche in lingua swahili, che significa “bella e profumata come un fiore”.

8 MARZO

antologia paesaggi liberi

Oggi dalle 15.30 alle 18.30 presso la saletta letture della biblioteca di Vignola (MO) sarà presentata l’antologia benefica “Paesaggi Liberi”, voluta da molte associazioni del territorio all’interno del progetto “Paesaggi Liberi, contro la violenza sulle donne” che prevede tra l’altro azioni di sensibilizzazione su questa importante tematica nelle scuole. Con l’auspicio che l’8 Marzo non si riduca al gesto di donare un rametto di mimosa, ma diventi lo spunto per seminare la cultura della parità di genere nella nostra società.

Di seguito il mio piccolo contributo all’antologia:

Donna di porcellana

Fragile porcellana
blu e oro,
delicato ornamento,
rifletti mani
di orco irsuto.
Preziosa coppa
in un banchetto di oscurità.
Sposa di silenzi
e vetrate di Medioevo,
di luce risuoni.
Magnolia di alta reggia,
fascinosa signora velata,
ricami gridi strazianti.
Diafano lamento,
grumo strozzato
di violenza.
Il tuo Barbablù
mascherato da Parzival
ti ha frantumata al suolo.

 

L’amico ritrovato

l'amico ritrovato 2

Entrò nella mia vita nel febbraio del 1932 per non uscirne più. Da allora è passato più di un quarto di secolo, più di novemila giorni tediosi e senza scopo, che l’assenza della speranza ha reso tutti ugualmente vuoti – giorni e anni, molti dei quali morti come le foglie secche su un albero inaridito.
Ricordo il giorno e l’ora in cui il mio sguardo si posò per la prima volta sul ragazzo che doveva diventare la fonte della mia più grande felicità e della mia più totale disperazione.”

Una storia sull’amicizia nel senso più profondo del termine. Ho letto questo libro all’età di tredici anni, momento della vita in cui l’amicizia riveste un ruolo assoluto, più dell’amore genitoriale e delle fantasie sentimentali nei confronti dell’altro sesso, che pure si fanno sentire moltissimo. Ho scelto questo romanzo di Fred Uhlman per la giornata della memoria perché, sebbene ne ami anche molti altri che raccontano in modo più esplicito la tragedia della shoah, analizza il periodo del nazismo (dagli albori) con un’ottica realistica ed equilibrata, osservando entrambi i punti di vista, attraverso la quotidianità vissuta da due adolescenti: Hans, tredicenne tedesco di origine ebraica e Konradin, coetaneo “ariano” e con la madre che odia profondamente gli israeliti.

Amicizia che dovrà superare diversi ostacoli,  ma che insegna un’importante lezione che arriva diretta al cuore. Buona lettura!

L_amico-ritrovato

La morale di Santander

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La morale di Santander

“Se non si è pronti a violare le regole, al gioco della vita è meglio non giocarci”.
Inizia così “La morale di Santander”, il romanzo di Giuseppe Carta. Definirlo “romanzo”, in effetti, appare alquanto riduttivo, essendo un’opera che intreccia più generi e svariate tematiche. Per citarne solo un paio: il racconto dell’avventura del protagonista con le sue 8-9 mogli e 42 figli e la “piece teatrale” dei personaggi fuori campo che vogliono ragionare sulle vicende di Santander, ma con le quali si troveranno a loro volta, in qualche modo, coinvolti.
Dopo aver letto la morale del gitano dalle mille facce e sfumature, non si può non riflettere. Il consiglio è quello di mettervi comodi, magari sorseggiando un buon bicchiere di Cannonau, e di addentratevi nella Sardegna più autentica, quella “dell’uomo nomade, in perfetta simbiosi col paesaggio circostante”. Uomo che guarda all’antico passato con la fierezza tipica isolana e che si domanda se i frutti della modernità siano davvero la panacea a tutti i mali.
Dove cercare la soluzione? Santander è considerato un profeta in patria, capace di svelare i tragitti oscuri, quelli che permettono di affrontare la vita in una maniera quantomeno alternativa. Il futuro può diventare “un rettilineo che impensierisce”, una serie di eventi che si  accumulano stratificandosi e radicandosi nella mente. “Molto coraggio è indispensabile per riuscire a viverne le improvvise strettoie, senza cercare di  cercare un raggiro alla regola […]”.  Avere gratitudine verso il passato, verso gli insegnamenti tramandati da generazioni, ma anche verso le cose che si possiedono nel presente, in  primis verso l’amore visto come ”insieme dei fattori che fanno capire ad una persona di essere viva. L’amore esiste nell’accettazione della morte.”
Giuseppe Carta, insomma, ci pone di fronte a una valutazione filosofica della vita e lo fa in maniera spassosa e suggestiva.  Senza rivelare troppo di “La morale di Santander”, già dalle prime pagine l’autore ci svela  che il gitano Santander è un tombeur de femme. Poi accadrà molto, molto altro meritevole di essere letto con attenzione.
Recommendable for karma connections
P.S.: la poetessa Giuseppina Carta non è sua parente:)

Per acquistarlo

https://www.youcanprint.it/fiction/fiction-generale/la-morale-di-santander-9788894303704.html

santander retro