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Per cambiare il mondo muovi un primo passo. Dal divano sono rare le rivoluzioni…

Bla, bla, bla. Noi italioti siamo i più bravi oratori della storia (antichi romani docent), anche i moderni non sono affatto male. E noi godiamo assai ad ascoltare tutti quei sonagli e campanelli. Dal sofà, dalla panchine, dalle sedie dei bar. Ma non chiedetici di muover un dito. Finchè la pancia sarà piena, ” non sa’ da fa’”.

 

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Variante avaria

Lo so che quella stringa slacciata
affonda nel passato.
Il vento non riesce
a sollevarla.
Da tempo nubi gravide
incombono sul tuo cielo.
Non puoi confessare
il tuo amore
che lo perderai.
E allora ti abbandoni
ai marosi della mente.
Ma il tuo esile inganno
ferisce
soltanto te.
Mentire
al proprio cuore
è il peggior delitto.

Art: John William Waterhouse, particolare di “Miranda, the tempest”, 1916

Si muore soli

Ho sparso semi
d’amore
anima innocente
tra gramigna.
Credo ancora all’amore:
non sono eterna,
dunque domando
alla terra.
Ho sparso semi
di vite
perché il calice
d’una promessa
non lo infrango.
Ho sparso semi
di coraggio
nella mia follia
che sa di verbena e
incertezza.
Credo ancora
all’amore.
Anima e corpo.
Piagati dal dolore.
Ma sono ancora.
Le mani alle orecchie.
Sterili teoremi
non ne voglio più.
L’amore va praticato.
Ed è faticoso,
estremamente
gravoso.
Ma più grave
è morire senza.
Anche se si muore
soli.
Amare fino all’ultimo
riflesso.

Maurits Cornelis Escher, L’occhio, 1946, mezzatinta

Momenti di poesia – Alessandra Solina — Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava

Un altro giorno senza E mi tuffo in questo mare che cade, questo tempo a ridosso che toglie il fiato. Si accartoccia la pelle senza annunciarlo, come un fiore si dischiude al primo raggio di sole così le ore. E io mi sozzo in questa poltiglia di suole infangate, treni in ritardo, grida di infanti […]

Momenti di poesia – Alessandra Solina — Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava

Estemporanea del 25 Novembre 2020

Sottomessa

-la latitudine non conta-

Schiava

-dei pregiudizi-

Stuprata

-dai media-

L’angolo buio

-la luce è per le puttane-

Violenza e vittima

-stessa bruta iniziale-

La tortura non sempre

è plateale,

a volte veste seta

e parla di caviale.

E non puoi chiudere

la porta.

Non servirà.

CASA NON È AMORE.

Alessandra Solina

Mamolu

“Quella stella più grande abbarbicata al cielo manioca forse era un pianeta. In questa parte di mondo la volta celeste non dormiva mai, stava sempre accesa, irradiata da neon del colore degli agrumi. Le costellazioni non si distinguevano, ma sicuramente disegnavano l’oscurità lontana in modo diverso da casa sua. Anche il mare, nella sua danza, possedeva un suono più secco ed energico. Il ritmo era veloce come tutte le attività di questo continente. Lui sapeva di essere stato fortunato.”

Da “Biglietto solo andata”, Alessandra Solina, CTL Editore, 2020

Immagine dal web

P.S.: Per chi fosse interessato a breve saranno disponibili articoli sul mio nuovo sito http://alessandrasolina.it/ Vi aspetto!

BIGLIETTO SOLO ANDATA — DEDALUS: corsi, testi e contesti di volo letterario

BIGLIETTO SOLO ANDATA Ciò che maggiormente colpisce e rimane di Biglietto di sola andata è il coinvolgimento sincero, non fittizio, non di maniera. L’autrice, Alessandra Solina, ha manifestato nelle pagine del suo romanzo ciò che realmente ha vissuto e percepito, a livello emozionale. Sembrerebbe una caratteristica scontata, garantita, del tutto normale. Invece, se pensiamo ai […]

BIGLIETTO SOLO ANDATA — DEDALUS: corsi, testi e contesti di volo letterario

Valentina

“Il tappetino indaco adagiato sulle piastrelle di marmo arabescato la stava aspettando. Un respiro profondo. Le tende svolazzarono per una raffica di vento. Ispirare ed espirare. Al giusto ritmo. Senza fretta. L’aria fresca del mattino la penetrò dandole nuovo vigore. Surya Namaskara, salutare il sole. Attingere energia dal nuovo giorno. Il corpo di Valentina seguiva gli asana, le posizioni dello yoga, come guidato da un’armonia superiore. Ogni fibra del suo essere accompagnava i palpiti dell’universo.”.

Da “Biglietto solo andata”, Alessandra Solina,Libeccio Edizioni, CTL 2020

Immagine: gfoto.it

X Agosto

Immagine dal web

E’ strano

il sangue dal mio polpastrello,

è identico al tuo.

Credo che questo cielo

sappia che siamo figli

di un’era lontana,

lo sento battere

all’impazzata,

urla che i nostri

atomi hanno creato

l’universo.

La giugulare pulsa

la vita,

il nostro sincrono.

Allora il tempo non ha senso.

Niente ha più un senso.

Alieniamoci

in un campo di stelle.

E lasciamo scorrere

questa vita.

Libera.

Alessandra Solina

Biglietto solo andata

 

copertina
Biglietto solo andata di Alessandra Solina

Il mio romanzo è debitore ai molti incontri avuti nel corso degli anni con gli immigrati e i rifugiati politici, grazie all’attività svolta come insegnante di lingua italiana e successivamente come operatrice Sprar (acronimo di Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Ho ascoltato racconti incredibili per i nostri giorni, storie affascinanti di Paesi lontani che hanno risvegliato in me il desiderio di far capire  sentimenti e sogni di questi uomini. Credo profondamente che il razzismo nasca dall’ignoranza, dalla non comprensione dell’altro, e che quindi soltanto attraverso la conoscenza sia possibile comprendere che nel profondo siamo tutti collegati da fili invisibili. Si dice che lo sbattere d’ali di una farfalla possa generare un uragano in un’altra parte del globo (The Butterfly Effect), allo stesso modo la sofferenza delle popolazioni del sud del mondo si riversa nelle nostre vite influenzandole, anche se non ce ne rendiamo pienamente conto.

Nel romanzo i destini di giovani italiani si intrecciano a quelli di giovani stranieri evidenziando quanto la vita sia complicata a tutte le latitudini, ma altrettanto preziosa e degna di essere vissuta intensamente. Le figure femminili rivestono un ruolo chiave, poiché ritengo che siano le meno ascoltate in tutte le società. In Italia, come in Africa, seppur con caratteristiche diverse, la donna resta in secondo piano: nella nostra nazione costretta a scimmiottare l’uomo per poter raggiungere ruoli di potere, in Africa obbligata a fuggire oppure a subire violenze.

Di seguito un breve estratto che riguarda una ragazza somala:

“Zahara. Nome che evoca terre aride e riarse come il deserto che nel nord taglia il continente africano. Zahara, estirpata dalle sue radici e costretta ad attraversare quel mare subdolo e dorato. Lacrime più calde della sabbia arroventata avevano solcato la sua pelle liscia. Lacrime sprecate al vento che faceva piroettare granelli nel vano tentativo di offuscare il sole. Gocce d’acqua che non avrebbero donato alcun sollievo alla terra, e non avrebbero prodotto neanche miseri germogli isolati. Lacrime che semplicemente si univano ai suoni misteriosi del vento, un canto disperato di berbere in lutto. Zahara, che come promesso dal nome datole alla nascita*, era di una bellezza disarmante. E la sua avvenenza sarebbe stata anche la sua rovina”.

Da “Biglietto Solo andata”, Alessandra Solina, Libeccio Edizioni, Gruppo CTL Editore, 2020

Immagine di copertina: “Sogno” dell’artista Xixi Wang

*nome di origine araba, utilizzato in varianti simili anche in lingua swahili, che significa “bella e profumata come un fiore”.