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Per cambiare il mondo muovi un primo passo. Dal divano sono rare le rivoluzioni…

Bla, bla, bla. Noi italioti siamo i più bravi oratori della storia (antichi romani docent), anche i moderni non sono affatto male. E noi godiamo assai ad ascoltare tutti quei sonagli e campanelli. Dal sofà, dalla panchine, dalle sedie dei bar. Ma non chiedetici di muover un dito. Finchè la pancia sarà piena, ” non sa’ da fa’”.

 

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La vida es sueño

stoffa 1

Rotolo tra le stoffe d’Oriente

per un filo d’oro che sa di lontananza.

Il mercante fiuta le donne

e vende loro damascati e sogni.

Mi stufo facilmente delle sue ciarle,

voglio conoscere le sete col mero tatto.

La mano mi svelerà il loro viaggio:

onde delicate e marosi turbolenti,

spose lasciate sull’altare

e uomini che guardano l’orizzonte

per spirare insieme al sole che muore.

Mi sussurreranno di enigmi insoluti

nella stanza dei bottoni,

di decisioni prese in fretta

con strascichi di rimorsi.

E ancora bambole meste color ciclamino

celate in antichi bauli

che vorrebbero fare la loro comparsa

affianco a marionette con la faccia

dipinta di gioia

e nel confronto vincere la sfida.

E mille altre stoffe che mi assillano

e stordiscono con i loro rammarichi.

Nel mare di colori ho smarrito

il filo dorato

che avrebbe dovuto portarmi in salvo…

Il filo che lega tutte le vite

in un ordito infinito di

un’unica illusione.v

La mia Siria — Alessandria today @ Web Media Network – Pier Carlo Lava

Fumi si levano al nascere del sole, anime che esalano dal sangue della notte. Taglienti geometrie di un luogo ora senza nome. Schegge d’insegna, scarpa infangata, letto lacerato. Alito di gelida carezza, vento di memorie. Una corda vibra. Vibra l’intensità dell’aria satura di morti. Si diffonde la melodia tra polvere e macerie. Implora di non […]

via La mia Siria — Alessandria today @ Web Media Network – Pier Carlo Lava

Assonanze rivelatrici

fior di loto 2

Stai in stallo.

Non riesco

a pensare

di stare in uno

stagno

tutta la vita.

Ho bisogno

delle turbolenze oceaniche,

di solcare confini lontani.

Lo stagno

è sicuro.

Ti sei adagiato

sulla superficie

come un loto

puro e prezioso.

Siamo energie opposte:

tu perfetto

nella tua stasi,

io ribelle

gioco

a far le creste

alle onde.

Dove ci siamo incontrati

allora?

Forse nei petali di pioggia.

Lunaria solitaria

lunaria

Potevo nascere

girasole

fiero e vivace o

rosa screziata di passione.

Invece sono

lunaria.

Bizzarra creatura.

Un tintinnio

argenteo alla luna,

incostante e solitaria.

Un tempo

gioco di bimbi

-monetine nel vento-

ora sconosciuta

anche dalle mani minute,

non mi resta che

appassire

alle risa monelle.

I-rrisolto

dettaglio Schiele

E’ rassicurante

percorrere sempre le stesse vie,

le stesse increspature

della mente.

Ti ha salvato?

Un tempo il suo

abbraccio generoso

ha chiuso fuori

ogni timore.

Bastava lei.

Sopra ogni cosa.

Anche la tua Poesia.

Ma adesso le mani

tremano.

Il rimpianto è

curaro

lento nelle vene.

Certi giorni

mera percezione,

altri ti toglie il fiato:

tra caldi seni e bionde spighe

solo un’illusione.

Affondi

le dita nella melma

della notte

e ti ripeti

lo stesso inutile ritornello.

Ma la campana

suona per tutti.

Cerchi altrove

per non guardarti dentro.

E così non vivi.

 

Art: Egon Schiele

D’autunno

 

dentro una foglia

Timide foglie

in attesa

si domandano

se il prolungamento delle loro

brevi esistenze

è segno di una

nuova primavera

o una morra col destino.

Qualche lacrima

dal cielo

e i ciclamini sono in subbuglio.

Passeggio

alla ricerca del mio autunno

– caldarroste e mani in tasca-

ma il sole è

una lama d’agosto

sui ricordi.

 

Foto: web, le fotografie che sono passate alla storia