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Per cambiare il mondo muovi un primo passo. Dal divano sono rare le rivoluzioni…

Bla, bla, bla. Noi italioti siamo i più bravi oratori della storia (antichi romani docent), anche i moderni non sono affatto male. E noi godiamo assai ad ascoltare tutti quei sonagli e campanelli. Dal sofà, dalla panchine, dalle sedie dei bar. Ma non chiedetici di muover un dito. Finchè la pancia sarà piena, ” non sa’ da fa’”.

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Impromtu

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Hey human!
I am neither a doctor, nor a nurse.
I am neither a glamorous model, nor a flexible gymnast.
I am neither a successful lawyer, nor an aerospace engineer.
I am neither an editor, nor a poetess.
I am neither a blogger, nor a globe-trotter.
I am neither a masterchef, nor a singer in a band.
I am neither a celebrity, nor an influencer.
I am neither a famous artist, nor a television personality.
So I am nothing for most.
But I am just proud of ME, an ordinary human being (???)

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Cielo in gabbia

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Di giorno indosso un burka indaco
che il vento fa fatica a sollevare.
Solo la polvere
tenace
si insinua fino al pube.
Quando mi conducono
in carovana
ai campi di oppio,
la ragnatela
sui miei occhi
non mi concede di distinguere
il confine tra la terra e il cielo.
Eppure mi inebrio
di tutta l’aria e dei profumi che riesco a raccogliere.
Nessuno
può impedirmi
di odorare le spezie o l’afyun*.
Nessuno
può rubarmi
il mio reticolato azzurro,
vivo come una fiammella
nell’oscurità delle mura
ingiallite dal cucinare.
Nessuno
può estirpare
la mia immaginazione.
Sogno
che una mattina mi alzo
e sono libera.
Da sola
mi reco in strada.
Da sola
mi allontano a passo svelto.
Da sola
fino ai campi di papaveri.
E finalmente scopro il cielo.

*oppio

Alessandra Solina

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SILENZI NOMADI

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Mio fratello a scuola,

io rattoppata al mercato.

Lui interpreta segni d’ebano su cocci d’anfora,

cammina con mio padre e dalle loro labbra

sborrano enigmi:

una femmina non può e non potrà mai

conoscere il sapore del vento.

Lui bambino albe e tulipani,

schiamazzi e fango.

Dietro casa le mie unghie

intrise di pene e fatiche

graffiano la sua veste

sporca di giochi e risa.

Guardo il tempo scorrere

nelle anse del fiume,

il futuro inghiottito fra le canne.

Poi lui se ne andò.

Mi dissero aspirato

da un morbo lontano,

alla periferia di Dio.

Io con un uomo che vendeva grovigli.

Mi trafisse

la prima notte d’inferno.

Da quella notte

non feci più domande a me stessa.

La bambina già naufragata

nell’abisso delle stoviglie.

Alzato il velo,

un’eterna sposa di silenzi.

LA FONDERIA

la fonderia

 

Questo sabato, 17 Marzo, alle ore 18 a Firenze in via della Fonderia 42R (sulla Rive Gauche dell’Arno, accanto alla famosa Trattoria Vittoria) il ventisettenne Niccolò Mannini, direttore della Galleria,  inaugurerà la Fonderia, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea. Il giovane Mannini, laureato in storia romana ma appassionato d’arte già da sette anni, grazie ad aver affiancato il famoso artista Nino Tirinnanzi (ex gallerista), ha scelto di cimentarsi in un settore non semplice data la sua giovane età, dimostrando, tuttavia, oltre che un’ottima conoscenza dell’arte del Novecento, una spiccata sensibilità verso i lavori dei giovani artisti contemporanei. Nella galleria, infatti, potremo ammirare, oltre a maestri del ‘900 come Antonio Bueno, Vinicio Berti, Roberto Matta, postmacchiaioli come Sergio Scatizzi, Guido Borgianni e lo stesso Nino Tirinnanzi, opere di brillanti artisti emergenti. Tra questi ultimi, spiccano le tele del mondo fantastico e onirico dell’artista cecinese Giovanni Cecchini e le opere dell’artista e performer Vanessa Katrin.

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8 MARZO

antologia paesaggi liberi

Oggi dalle 15.30 alle 18.30 presso la saletta letture della biblioteca di Vignola (MO) sarà presentata l’antologia benefica “Paesaggi Liberi”, voluta da molte associazioni del territorio all’interno del progetto “Paesaggi Liberi, contro la violenza sulle donne” che prevede tra l’altro azioni di sensibilizzazione su questa importante tematica nelle scuole. Con l’auspicio che l’8 Marzo non si riduca al gesto di donare un rametto di mimosa, ma diventi lo spunto per seminare la cultura della parità di genere nella nostra società.

Di seguito il mio piccolo contributo all’antologia:

Donna di porcellana

Fragile porcellana
blu e oro,
delicato ornamento,
rifletti mani
di orco irsuto.
Preziosa coppa
in un banchetto di oscurità.
Sposa di silenzi
e vetrate di Medioevo,
di luce risuoni.
Magnolia di alta reggia,
fascinosa signora velata,
ricami gridi strazianti.
Diafano lamento,
grumo strozzato
di violenza.
Il tuo Barbablù
mascherato da Parzival
ti ha frantumata al suolo.

 

Le recensioni di Giuseppe Carta: Atomi Sparsi di Mara Consoli

giuseppecartablog

La silloge “Atomi Sparsi”

di Mara Consoli

Per partire con la lettura, bisognerà eliminare la coscienza acquisita, lasciarsi scivolare nel trambusto emotivo che questo viaggio interiore potrà provocare.

Allacciate le cinture si sarà pronti al decollo.

Per i timorosi d’avventura è necessaria un’avvertenza: l’universalità dei rapporti sarà scossa da una decisa fermezza, che narrerà di ardenti scorribande da una galassia all’altra.

L'immagine può contenere: 1 personaI possibili turbamenti verranno vissuti e sezionati dalla propria umiltà, solo così si potrà meritare l’assolato giaciglio auspicato. L’obiettivo è puntato, l’essenzialità è la direzione, la speranza dovrà diventare fede, tutto sarà formulato per rinascere dalle ceneri. Dopo aver verificato quanto le lacrime siano salate e osservato quanto i contrasti e le contorsioni dimorino nell’animo di chi non si arrende, si potranno selezionare i colori dei prossimi quadri. Saranno dipinti solo quando le porte giudicanti saranno socchiuse. Alla festa potrà entrare solo chi è allenato allo squarciamento. L’innominato cuore…

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Tutta colpa di un murales!

Non sentite il sole torrido

che ammazza formiche e pensieri?

La bottiglia di birra sul muretto

è vuota, affranta,

non ha offerto un feto caldo

ai dolori di un giovane Werther

in cerca di se stesso.

Ma loro non demordono,

come due demoni sotto il sole di lamiera

creano grovigli e intrighi vegetali,

in me seminano un’energia nuova.

Devo creare.

Voglio un muro per scrivere la mia storia!

La matita è incapace.

Non traccia forme,

non c’è talento, non c’è esercizio.

Ma il seme germoglia,

più forte della mano.

Legami karmici con spray

turchesi e acquamarina

si arrampicano come edere

scompigliando sinapsi.

Solo la penna può salvarmi.

Scorre veloce, innarrestabile.

Traccia segni al nero di seppia

sulla carta pallida.

La lascio andare libera.

Almeno lei.

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Particolare del murales del Bocciodromo di Cecina realizzato dalla EDF Crew by Nico Lopez Bruchi e Umberto Staila