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Per cambiare il mondo muovi un primo passo. Dal divano sono rare le rivoluzioni…

Bla, bla, bla. Noi italioti siamo i più bravi oratori della storia (antichi romani docent), anche i moderni non sono affatto male. E noi godiamo assai ad ascoltare tutti quei sonagli e campanelli. Dal sofà, dalla panchine, dalle sedie dei bar. Ma non chiedetici di muover un dito. Finchè la pancia sarà piena, ” non sa’ da fa’”.

articolo

Lady Madonna

Madonna dal sangue (che)rubino,

gettasti l’imene nel fuoco ridente.

Magma e lapilli,

sepolcri piroclastici nel buio cielo.

Al tuo seno

si abbeverarono presagi di altre vite

calpestate nel cosmico oblio.

Seducesti Mefisto,

albero dagli infiniti denti.

Nel talamo grida

e una scia di vitAMORtE purpurea.

Alessandra Solina

Art Jean Fouquet, Madonna del latte, 1450/55

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Timbuktù vs. Kathmandù

Vento d'oro che fa danzare

sabbie mobili, vaganti, vagabonde

nel turbante Tuareg.

A Timbuktù l'esercito del male

vuole mettere mani alle bocche

per far tacere la sacra voce di Allah,

al suono di mitraglie.

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Verde/Oro/Vermiglio.

E blu, blu, blu.

Alto come il cielo.

Una preghiera diffusa nelle vene,

dalla valle di Kathmandu sale alla vetta

del temp(i)o in cerca di sole.

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Alessandra Solina, diritti riservati

 

 

“LE MAREE DELLA VITA” – RIFLESSIONI FINALI a cura di IZABELLA TERESA KOSTKA

Izabella Teresa Kostka Poesie

Le mie riflessioni finali: postfazione all’antologia benefica “Le maree della vita” di cui sono stata curatrice insieme alle colleghe poetesse Lina Luraschi e Mariateresa Bocca. Il ricavato della vendita sarà devoluto in beneficenza a favore dell’associazione CasAmica Onlus. L’antologia patrocinata dal programma culturale Verseggiando sotto gli Astri di Milano e dal Gruppo per la diffusione della cultura e dell’arte “Valchiria”. Prefazione a cura della giornalista Fausta Genziana Le Piane, sulla copertina “La nave abitata” olio su tela di Salvatore Gucciardo.

RIFLESSIONI FINALI

La morte con tutta probabilità è la più grande invenzione della vita.
Spazza via il vecchio per far spazio al nuovo.
(Steve Jobs)

Caro Lettore, attraverso le pagine della nostra variopinta antologia abbiamo compiuto un vero viaggio letterario che, come disse il Grande William Shakespeare, ha catapultato la realtà “… in questo paese sconosciuto da cui nessun viaggiatore è tornato”. La morte, come la nascita, rinchiude tra…

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Ildegarda di Bingen: donna e santa, Medioevo al femminile

“Io, suprema forza di fuoco che accese ogni scintilla di vita, da cui nulla uscì di mortale, io decido di tutto ciò che è. Al cerchio dell’universo con le mie ali, cioè volandogli intorno con la mia sapienza, ho dato il giusto ordine”.

Parole che la santa avrebbe pronunciato dopo una sua visione di Cristo. Per approfondire questa complessa figura femminile (oltre che monaca, fu mistica, scrittrice, poetessa, filosofa, consigliera politica e compositrice di musica) l’appuntamento è il 25 Gennaio a Modena via Cesare Costa 244, Associazione Culturale Le Vie del sale.

https://signedevents.net/italy/modena/ildegarda-di-bingen-donna-e-santa-medioevo-al-femminile/

Liber Scivias I vis. 3: Il cosmo in forma di uovo. Secondo alcuni studiosi la forma è basata su quella della vagina

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Pensiero onirico

È il filare

di germogli di stelle sul mio bucato

che mi rende sospettosa.

Che sia un sogno?

Ma l’aria è fresca e tersa

da resuscitare mosche e meteoriti.

Non vedo zimbelli,

solo cianfrusaglie rilucenti,

microscopici coleotteri

e briciole di bottiglie.

Mi abbraccio con colori proibiti.

Bacio lo specchio: vaniglia e lime.

Mi accarezzo le punte dei piedi:

petali dimenticati da Proserpina.

Non mi ero mai resa conto

di quanto fossero piccoli e proporzionati.

Sono minuscoli,

eppure hanno l’arduo compito

di sorreggermi, di sostenere

le ossa traballanti e la mole delle mie carni.

Sembrano quelli di una bambina.

Ma forse è solo un sogno…

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Art Andrey Remnev

Pandemia

Lacerate le mani.

La fune consuma sudore e lacrime

da briciole sfasate.

Il corpo,

un contenitore insufficiente

a squartare un varco.

Non una falla

nel fango dei rimpianti.

La foresta ferita a fuoco

dal lamento di un assiolo

inzuppato dall’aria all’ossido.

Un maggiolino timidamente

si fa cullare rannicchiato

nella corolla di un fiore.

Ognuno ha perso ordine e senso.

Non esistono leccornie

nei vasi appesi ai balconi,

non ricami intessuti da ragni

a compiacere scialli di dame e fatine.

Lapislazzuli e rubini

si contendono il gelido dito

di un’arida e ostinata nobildonna,

nei suoi occhi solo soli spenti da secoli.

Che pandemia è mai questa?

Gli umani sono creature di metallo,

gli animali sono di carbon fossile

e i vegetali sono immuni alla luce e all’ombra.

Che cosa sta succedendo?

Il cuore dovrebbe essere puro

come un diamante

ma non così duro.

Ora brilla di luce riflessa,

una roccia caduta per errore

nel centro del petto.

Senza un perchè.

Senza un infinito…

Art Christian Schloe

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Non (o)vale

Folate di me.

Non senti?

Eppure muovo la cenere passata al crocevia.

Il mio fiato,

una nuvola pensierosa

nell’aria randagia.

Trapezista, equilibrista.

Forse la mia geometria

non incontrerà più la tua.

La storia delle rette,

vecchia da rottamare.

Non mi convince nessuna simmetria,

penetrazioni di inconsci incoerenti.

Ma l’anima si sfalda,

come un fiore avvizzito

si sbriciola disperdendosi nel vento.

 

“Escher. Oltre l’impossibile” . Oltre 100 capolavori del maestro olandese sono esposti al Palazzo Blu di Pisa fino al 28 gennaio 2018

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