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Per cambiare il mondo muovi un primo passo. Dal divano sono rare le rivoluzioni…

Bla, bla, bla. Noi italioti siamo i più bravi oratori della storia (antichi romani docent), anche i moderni non sono affatto male. E noi godiamo assai ad ascoltare tutti quei sonagli e campanelli. Dal sofà, dalla panchine, dalle sedie dei bar. Ma non chiedetici di muover un dito. Finchè la pancia sarà piena, ” non sa’ da fa’”.

 

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Non C(E)”i”RC(hi)O

Closeup of reeds at sunset, Hecla Grindstone Provincial Park, Manitoba, Canada

È muto

il giorno trascorso a ritroso,

odora di verbena.

Sali e scendi

di fermate perse,

apri e chiudi

di sfuggevoli possibilità.

L’ho visto

l’amore

con il vestito logoro,

gli orli lacerati dagli anni.

Passa il tempo su una panchina

in un parco

chiamato “lo zoo”.

Prima c’era.

Prima c’erano

dei pavoni ornamentali,

scimpanzé schizofrenici

e un leone sempre addormentato.

Lui passa di lì.

A portare a spasso il cane, dice.

Ma il cane non c’è.

Non un’ombra di cane con lui.

Solo la sua ombra

che attraversa gli ontani neri,

reietta

come un’anima penitente.

Un fuoco

tra le mani

sempre in cerca di calore.

Bruca una noia atavica,

dissemina pepite false.

Ma non si stanca

di aspettare.

Aspetta, aspetta e aspetta.

Anche se quaggiù

arriva

solo la notte.

 

Potere femminile

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Siamo donne dell’attimo.

Ci inchiniamo al sole del mattino,

alla luna che sorge.

Lo sguardo indietro

solo

per non dimenticare.

La nostra energia è al domani,

al vento

che odora di cambiamento.

Non siamo ferme al crocevia,

ma protese

al divenire,

allo scorrere rapido del torrente

che con pazienza e determinazione

si disperde

nelle turbolenze marine.

Siamo onde noi,

così vicine da

abbracciare

l’energia che fa palpitare

l’universo.

Siamo forza che crea,

che disvela l’arcano.

Non calpestare

quel minuscolo fiore di donna.

Racchiuso in lui

l’amore che muove il mondo.

 

 

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Divoro terra

e sassi

nelle vene.

Rabbiosa

strappo vorace

petali

a morsi.

Corro senza scampo

verso confini invalicabili.

Vomito

un’epoca insana

che centrifuga la mente.

Abbraccio

alberi di ferite

Ma a ME

sputo l’ira

confondendo le colpe.

Son IO

spersa

in questo sole

che muore.

 

ART Frieda Kahlo Niña con máscara de calavera (1938)

Trecentotrentatré

 

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Trecentotrentatré

mi separano

da te.

Il sale ruba

ogni desiderio,

ogni sforzo,

ogni speranza.

Ma il mio ultimo pensiero

ride

sulla cresta dell’onda.

Trecentotrentatré

i battiti

che mi separano

da te.

333

le onde su un foglio

di mare bambino.

Poi niente.

 

Painting: Antonella Savona

 

La tua sagoma nel vento

poesia alessandrasolina vento erba sagoma wind grass figure

La tua sagoma

è rimasta nel vento

vibra nell’erba tremula

e si attorciglia alle caviglie.

Ma dov’è il tuo viso?

Quello afono di sole

che guarda solo a ritroso?

Non mi stancherò mai

di cercare le tue mani

piccole di bambino.

Forse allora avevi ancora

un cuore

nella steppa arida.

O forse no.

Forse era già uscito

nella notte.

*

Your figure in the wind

Your figure lingers

in the wind

vibrates in the trembling grass

and twirls around my ankles.

Where is your face?

Your of sun voiceless face?

I’ll never stop

looking for your

childlike hands.

At that time, maybe you had still

a heart

in the arid land.

Or maybe not.

Maybe it’s already left

in the night.

Letture condivise

Ho accettato volentieri questa avventura, perché quando si tratta di leggere non mi pongo limiti. Stasera inizierò la lettura proposta da Luca, non vedo l’ora

Le sfumature segrete delle parole

Era tanto che volevo fare una cosa come questa, ma non ero mai riuscito a trovare una partner per iniziare quest’avventura! Come mai una partner, e non un partner? Semplicemente perché fin da bambino ho iniziato a rapportarmi di più con le bambine, a cominciare dalle mie compagne di classe; questo perché i miei compagni delle elementari non volevano che giocassi a pallone con loro.

Ad ogni modo, per tornare all’inizio del discorso, da qualche anno a questa parte è mia intenzione iniziare una lettura condivisa: leggere un libro in due, e poi discuterne insieme. Su questa scia, ne ho parlato con l’amica blogger Alessandra, alla quale è piaciuta la mia proposta, ed abbiamo iniziato a definire i parametri: tre titoli di libri ciascuno, poi ciascuno sceglie un titolo dalla lista dell’altra persona. Facile, no? 😉

Ecco dunque le prime due liste:

Alessandra:

1) Il filo di Auschwitz di…

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